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Essere buoni non significa essere deboli.
Essere buoni non significa prendere scelte di comodo.
Essere buoni non significa soddisfare le aspettative altrui.

Essere buoni non significa sentirsi buoni.

Essere buoni non significa sentirsi in colpa.

Essere buoni non significa voler essere considerati buoni.

La “bontà” è una parola, i suoi significati sono molteplici e interpretabili.

Ma a mio parere dietro il velo delle parole si nasconde un concetto molto importante. Per secoli si è fatta confusione tra forza e malvagità. Tra potere e crudeltà. E tra debolezza e bontà.

E’ necessario capire che le cose non stanno così. Il potere, la forza, l’autostima, sono qualità positive. E sono la condizione necessaria per essere veramente “buoni”.

A mio parere, essere buoni significa, nel suo significato più profondo, fare ciò che si sente profondamente GIUSTO. Saperlo non è facile ma a volte lo si riesce a intuire. E quando lo si sa, possiamo scegliere. Possiamo compiere un’altra scelta..

O seguire quello che sappiamo essere il sentiero giusto.

Anche se farlo significa non essere capiti da nessuno.

Anche se farlo significa essere odiati dalle persone a te più care.
Anche se farlo significa rinunciare a tutti i vantaggi che fare la cosa SBAGLIATA ti assicurerebbe.

Per essere veramente “buoni” occorre essere molto forti.
Occorre avere la forza e il potere per poter scegliere se fare la cosa giusta o quella sbagliata.

Se essere stronzi o se essere buoni.
Occorre saper dire di no, saper resistere al peso delle opinioni altrui.

Essere buoni non significa sottomettersi alla volontà altrui.

Chi è buono solo perchè non ha la forza di deludere gli altri, non è buono.

E’ troppo debole per esserlo.

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