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Stavo osservando il lento movimento dell’acqua che scorreva dal mio rubinetto stamattina. Sentivo il dolce battere degli zoccoli della vicina risuonarmi nelle orecchie. Guardavo il wc con  la tavoletta ancora alzata, quando improvvisamente alzai lo sguardo verso lo specchio.

Un ragazzo con lo sguardo assonnato, con la barba un po disordinata, con un leggero sorriso senza sorriso mi stava fissando. 

Fu in quel momento che l’occhio del Drago apparve oltre il piccolo riquadro della finestra alla mia sinistra.

L’occhio era enorme, grande più della finestra stessa, e la potenza del pensiero mi fece quasi cadere sul pavimento del bagno, quando mi attraversò.

Del resto il pensiero è qualcosa di potentissimo, lo sappiamo bene,  noi che viviamo nel crepuscolo.

Fatto sta che il pensiero del Drago mi avvolse, mi invase, mi attraversò, e il suo pensiero era intraducibile, naturalmente.

Mi voltai verso di lui, gli sorrisi, e gli dissi: “arrivo, dammi il tempo di mettermi qualcosa addosso e finire di fare la barba
L’ occhio del Drago sparì dalla finestra, mentre la terra e il condominio intero tremavano.

Cominciai a farmi la barba con il mio rasoio elettrico.

Mentre mi radevo pensavo: “La realtà non è mai una sola”

Mi vestii e indossai il mio completo di Armani nero. L’avevo preso anni prima per sposarmi, ma alla mia ragazza non piaceva l’idea che io vestissi completamente nero al matrimonio. Ma dovreste vedere quel completo, quando lo indosso mi sento davvero un Dio.

L’esistenza di un Dio unico non è in contraddizione con l’esistenza di una moltitudine di Dei minori, anzi in un certo senso la presuppone.

Chiamiamoli Dei o Angeli, poco contano i nomi.

Fatto sta che indossato l’abito salii sul davanzale della finestra e mi ci accucciai sopra e cominciai ad osservare l’alba.

Il sole mi invadeva gli occhi, oceani di sfumature rosse mi invadevano l’anima, fischiai.

Il drago arrivò con la potenza di dieci aerei e si sovrappose al sole nascente, soffio fiamme verso il cielo più rosso del fuoco stesso, e atterrò sotto la mia finestra.

Il suo occhio era grande due volte me, per darvi l’idea delle proporzioni.

Il suo sguardo intenso era luminoso come due soli in danza ellittica.

Il pensiero del Drago era il mio pensiero, il suo occhio il mio occhio, le sue ali la mia stessa mente.

A volte capita di sapere cosa ci aspetta, di vedere nel proprio occhio interiore una strada tracciata.

Ma poi la verità del percorso unico che viviamo nel fluire del tempo ci porta talmente tante e inevitabili sorprese che si può benissimo dire, e con cognizione:

ogni giorno è un nuovo giorno

Quindi è inutile avere aspettative perché nessuna aspettativa sarà mai soddisfatta. E’ molto meglio volare con i capelli al vento, a dorso di un Drago, o di una moto,

e lasciare che l’aria sul viso ci faccia sentire bene,

senza che possiamo spiegare il perchè.

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